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DIES PALMARUM: DA SANREMO A VALENCIA UNA DICHIARAZIONE PER LA SALVAGUARDIA DELLE PALME - A declaration for the protection of palms comes from SANREMO

DIES PALMARUM: DA SANREMO A VALENCIA UNA DICHIARAZIONE PER LA SALVAGUARDIA DELLE PALME

A Sanremo, dal 12 al 14 marzo 2008, si è svolta la V° Biennale Europea delle Palme, “Dies Palmarum”. L’evento, organizzato dal Centro Studi e Ricerche per le Palme e dal Comune di Sanremo, ha avuto come tema “ Le palme del Mediterraneo e la minaccia dei nuovi predatori”.

L’appuntamento ha riunito esperti internazionali provenienti da tutto il mondo, ricercatori universitari, fitopatologi del settore ornamentale, amministratori, entomologi, biologi, botanici, funzionari dei servizi fitosanitari, associazioni professionali e amatoriali, vivaisti e rappresentanti di aziende per la produzione di fitosanitari. E’ stata una preziosa occasione per esaminare la situazione, proporre azioni e suggerire strategie e raccomandazioni su come affrontare le gravissime emergenze che hanno colpito, e che stanno decimando, le palme d’Europa e di molte altre parti del mondo.La grave situazione in cui versano le palme è la conseguenza della introduzione, negli ultimi anni, di nuove e terribili piaghe, come il punteruolo rosso Rhynchophorus ferrugineus Olivier, la paysandisia (Paysandisia archon Burmeister), la diocalandra (Diocalandra frumenti Fabricius) e il Fusarium oxysporum f.sp. “albedinis “ e f.sp. “canariensis”.

E’ a rischio l’intero patrimonio di palme dell’Europa, sia sotto il profilo naturale che culturale, turistico ed economico. La minaccia riguarda tutto il patrimonio naturale, ecologico e della biodiversità, tanto biologica come genetica, che formano le popolazioni naturali delle palme.

In modo particolare le palme nane del sud Europa,  le palme delle Canarie, nella loro area naturale d’origine, i palmeti storici formati dalle palme da datteri come quello di Elche, dichiarato patrimonio dell’umanità, e del palmeto di Bordighera in Italia, i palmeti di Creta in Grecia, come le collezioni botaniche di Arecaceae raccolte nei giardini botanici di tutt’Europa e in modo più rappresentativo nel bacino del Mediterraneo (Valencia, Barcellona, Palermo, Catania, Villa Thuret, Napoli, Salerno, Roma, ecc.). Allo stesso tempo, sono a rischio le palme dei parchi e giardini che popolano prevalentemente la zona costiera mediterranea più caratteristica, come la Costa Azzurra francese, la Riviera italiana, spagnola e greca.

Molte di queste piante crescono in ambienti urbani per cui come conseguenza del loro attacco da parte dei parassiti, sono oggetto di trattamenti chimici spesso incontrollati, tanto che le ripercussioni sulla salute pubblica potrebbero rappresentare un grave pericolo per la sicurezza dei cittadini.

Dobbiamo approfondire rapidamente le conoscenze e valutare anche le ripercussioni sulla qualità e la sicurezza dei prodotti e degli alimenti ottenuti soprattutto dalle palme da dattero, sia per l’alimentazione umana che animale.

Come risposta a questa dolorosa situazione è stata elaborata questa “Dichiarazione di Sanremo per la salvaguardia delle palme”

1) Dichiariamo che tutti questi fitofagi e agenti patogeni hanno provocato una situazione critica per la conservazione di tutte le palme d’Europa e degli altri continenti. Attualmente si quantificano in decine di migliaia gli individui morti di diverse specie di palme solo in Europa (Italia, Francia, Grecia, Portogallo, Spagna, Gran Bretagna, Malta, Cipro), così come in Medio Oriente, Asia, Oceania e Africa. In Egitto, secondo le cifre disponibili, si aggira intorno a 500.000 il numero delle palme da datteri infestate, morte e distrutte, solo a causa del punteruolo rosso. Per il Sud America, nel 2010, in Colombia, si è registrato il primo attacco di punteruolo rosso su Bactris gasipaes. In funzione della espansione e dell’avanzamento della piaga e delle infestazioni rilevate negli ultimi anni, potremmo prevedere un incremento dei danni alle palme nel continente europeo durante i prossimi anni, quantificabile in diverse centinaia di migliaia di palme che verranno perse.

2) Si prende atto che tutti questi agenti patogeni sono stati introdotti in Europa, inizialmente, attraverso l’importazione di palme provenienti da altri continenti, successivamente dalla movimentazione di palme e materiale infestato, per finire alle capacità proprie di  espansione e diffusione di patogeni a seguito del loro avvenuto adattamento. Dobbiamo sapere che l’introduzione dei patogeni non è stata accidentale, casuale o conseguenza del cambiamento climatico. Per il punteruolo rosso, in origine, sono state le palme da datteri adulte importate prevalentemente dal nord Africa, e precisamente dall’Egitto. Per la Paysandisia, le palme importate soprattutto dei  generi Butia e Trithrinax, insieme ad altre, provenienti dal Sud America. Per la Diocalandra, le palme di alcune specie del genere Areca, Borassus, Cocos, Elaeis, Nypa e Phoenix, insieme ad altre provenienti da India, Indonesia, Isole Canarie, Isole Salomone, Penisola malaisica, Australia, Nuova Guinea, Sri Lanka, Tanzania e Tailandia. Nelle Isole Canarie, in particolare, la Diocalandra rappresenta un problema emergente; è ormai diffusa a Fuerteventura, Lanzarote, Gran Canaria a forse anche Tenerife. Le conoscenze sulla biologia di questo insetto sono molto scarse. Per il Fusarium oxiporum la diffusione è legata alla movimntazione di palme da datteri del Nord Africa occidentale.

3) Le iniziative legislative che sono state recentemente introdotte, tanto in ambiente europeo (Direttiva del Consiglio n. 2000/29/CE dell’8 maggio 2000 concernente “Misure di protezione contro l’introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità” e successive modificazioni ed integrazioni; Decisione della commissione 2010/467/CE del 17 agosto 2010 che modifica la decisione 2007/365/CE relativamente ai vegetali sensibili e alle misure da adottare nei casi in cui è identificato il Rhynchophorus ferrugineus (Olivier)) come nelle singole nazioni (Italia, Decreto del 9 novembre 2007, Spagna ORDEN APA/381/2004 e quelle delle Comunità autonome), non hanno dato i risultati attesi, però sono decreti di lotta obbligatoria, per cui è richiesta una rigida applicazione da parte delle autorità preposte. In modo particolare esse prevedono la segnalazione obbligatoria dei focolai, la delimitazione  delle aree colpite, i metodi complementari di eradicazione e controllo, la lotta obbligatoria, i tanti controlli  e la diffusione delle informazioni. Da come possiamo valutare l’estensione delle piaga in Europa, possiamo affermare che non esistono delle zone veramente indenni da questa infestazione, e pertanto chiediamo che siano da questo momento osservati almeno il blocco totale delle importazioni e vietata la movimentazione incontrollata delle palme.

4) La grande diffusione di tutti questi fitofagi e infestazioni, che si è verificata negli ultimi anni, ha dimostrato l’inefficacia e l’insuccesso delle prescrizioni legislative, dei regolamenti e dei controlli fitosanitari, in quanto hanno consentito di individuare in modo reale ed efficace le palme infestate. Naturalmente, bisogna migliorare la cooperazione fra gli stati dei territori infestati, il coordinamento delle attività e l’uniformità di tutta la legislazione europea, dichiarando la lotta obbligatoria per tutti i Paesi e non solo per alcuni.NAllo stesso tempo, è indispensabile potenziare gli aspetti legislativi con risorse umane e finanziarie adeguate, soprattutto per ciò che concerne quelle destinate alla ricerca ed all’approfondimento scientifico. Al riguardo bisogna aggiungere che non vi è ancora una  conoscenza sufficientemente approfondita ed esaustiva sulla biologia delle specie patogene interessate e sul loro adattamento alle nostre latitudini (ciclo biologico, comportamento, etc.), così come nelle loro zone naturali d’origine (ecologia, habitat, antagonisti naturali)

Lotta integrata ed organizzazione.

Tutto quanto esposto in precedenza evidenzia la difficoltà e l’incertezza sull’applicazione e l’efficacia dei mezzi e dei rimedi chimici, agro-meccanici (dendrochirurgia), biologici e biotecnologici, tanto curativi quanto preventivi, ovviamente basati su fondamenti scientifici. Nonostante alcuni prodotti chimici siano stati autorizzati per l’impiego sulle palme contro il “punteruolo rosso” sul territorio nazionale, i trattamenti di natura chimica e biologica fino ad oggi effettuati sembrano aver dimostrato una minor efficacia in fase esecutiva. Non risulta nemmeno possibile escludere che alcuni di questi prodotti possano provocare danni alla salute pubblica. Al momento vi sono diversi studi in corso, ed interventi di difesa ancora in fase di sperimentazione, mentre i risultati per ora ottenuti appaiono ancora poco soddisfacenti. Per quanto riguarda l’endoterapia, tecnica che pur presenta un minore impatto ambientale, si tratta di una forma di intervento che prevede la perforazione dello stipite e che da parte delle stesse aziende produttrici dei prodotti chimici, non è stata dimostrata in maniera certa l’entità della loro efficacia sulle palme, tanto che non possono ancora contare sull’avvallo pieno della comunità scientifica, (si intuiscono, ma non si conoscono ancora bene il meccanismo di assorbimento, di traslocazione, il metabolismo, efficacia, la persistenza, la citotossicità e gli eventuali effetti secondari sulla palma e sull’ecosistema, etc.). Quello che sappiamo è che i danni causati dalle applicazioni, comprendenti varie perforazioni nello stipite per una profondità da 15 a 35 cm, mediante punta di trapano, e le stesse necessariamente rinnovate nel corso dell’anno e probabilmente in quello successivo, potrebbero recare pregiudizio per la biomeccanica ed influire col tempo, sulla stabilità delle palme. Le palme non hanno cambio anulare, per cui non possono riparare i danni subiti e le fibre di sostegno in parte danneggiate con le perforazioni, potrebbero unitamente ad altre forme di lesioni già frequentemente presenti in modo più o meno grave, incrementare sia pure come effetto complementare il rischio di rottura dello stipite con la caduta del capitello per diminuita resistenza biomeccanica. Questa tecnica d’intervento, seppure prevista come applicazione sperimentale anche sulle palme, dovrebbe considerarsi ancora nelle regole della “sperimentazione” e non dovrebbe offrirsi come rimedio e preventivo, curativo sicuro o regola di controllo generale, almeno finché i dati sperimentali e la comunità scientifica non lo dimostreranno pienamente, tanto da venire accettata ovunque in forma ufficiale. Per il momento si sconsiglia, qualunque trattamento chimico o meccanico su piante sane, il quale possa causare squilibrio o danni alla salute della palma. Si è anche constatato anche che il punteruolo rosso può attaccare le palme in tutte le sue parti, cominciando dalla corona (foglie, infiorescenze e infruttescenze, spate, germoglio apicale) e, soprattutto nei casi più gravi, anche lo stipite. La lotta integrata deve quindi essere applicata in forma organizzata e nel rispetto della legalità. Al riguardo sono gli organismi ufficiali che, attraverso i Servizi Fitosanitari, stabiliscono in ogni paese le operazioni da eseguire nel rispetto della legge, coordinando i mezzi e i metodi di lotta. E’ obbligatoria la denuncia e l’abbattimento delle palme infestate e la loro distruzione, mentre la cura con qualsiasi mezzo effettuata (endoterapia, dendrochirurgia meccanica, aspersione in chioma, etc.) anche integrandoli opportunamente tra di loro, dovrà essere comunque prescritta e controllata dai servizi fitosanitari regionali competenti per territorio. Le iniziative personali ed imprenditoriali non devono esistere in questi casi se non debitamente autorizzate dalle autorità di controllo  ed accettate dalla comunità scientifica, per evitare di far cadere il problema nella trappola degli interessi commerciali., purtroppo frequentemente innescata.

Recentemente, la lotta biologica al punteruolo rosso, mediante preparati a base di nematodi e chitosano, ha dato risultati positivi in Spagna e la sua sperimentazione è attualmente in corso anche in Italia. Allo stesso modo, l'INRA UEFM di Villa Thuret sta sperimentando l'utilizzo di imenotteri parassitoidi nella lotta biologica alla paysandisia.

5) Rispetto ai trattamenti e alle tecniche di mantenimento delle palme, come la potatura, bisogna assolutamente evitare il taglio delle foglie verdi, incluso il picciolo e le infiorescenze e le infruttescenze;  le foglie e i resti delle infiorescenze ed infruttescenze dovrebbero essere eliminate solo quando completamente morte, nel periodo invernale e con la preventiva disinfezione degli strumenti e quella successiva delle eventuali lesioni provocate. Tuttavia, poiché nel caso della Diocalandra gli attacchi sono rivolti alle foglie, occorrerà migliorare le conoscenze sulla biologia e l'ecologia di questo insetto, al fine di adottare le misure di intervento più appropriate. Allo stesso tempo, si dovrà evitare l’uso di ramponi per risalire sulle palme, in quanto causano danni irreparabili allo stipite e sono punti di trasmissione di molte forme patologiche.

6) Le specie di palme che attualmente vengono indicate come sensibili dalla bibliografia per aver subito attacchi dal patogeno e infestazioni sono:

da parte di Rhynchophorus ferrugineus Olivier: Brahea armata, Chamaerops humilis L., Cocos nucifera L., Elaeis guineensis N. J. Jacuin., Phoenix canariensis Hort. Ex Chabaud, P. dactylifera L., P. reclinata Jacquin., P. roebelenii J.O’Brien., P. sylvestris Trachycarpus fortunei (W. J. Hooker) H.S. Wendland., Washingtonia filifera (Lindl. Ex André) Wendl., W. robusta Wendl., Livistona ssp

da parte di Paysandisia archon Burmeister: Brahea ssp, Butia capitata, Butia Jatai, Chamaerops humilis L., Livistona ssp, Phoenix canariensis Hort. ex Chabaud, Phoenix dactylifera L., Phoenix roebelenii J.O’Brien., Sabal ssp, Trachycarpus fortunei (W. J. Hooker) H.S. Wendland. (A Montpellier, Francia, T. fortunei è stata completamente eliminata dagli attacchi del lepidottero, il quale sta ora attaccando Brahea spp., C. humilis, Jubaea e Phoenix spp.), Trithrinax campestris (Burmeister) Drude & Grisebach ex Grisebach, Washingtonia filifera (Lindl. Ex André) Wendl., Washingtonia robusta Wendl.

da parte di Diocalandra frumenti Fabricius : Areca ssp, Cocos nucifera L., Elaeis guineensis N. J. Jacquin., Nypa fruticans Wurmb., Phoenix canariensis Hort. Ex Chabaud., P. dactylifera L.

da parte di Fusarium oxysporum, f.sp. “albedinis”: Phoenix dactylifera L.

da parte di Fusarium oxysporum f.sp. canariensis: Phoenix canariensis Hort. ex Chabaud

9) E’ necessario e imprescindibile coordinare di tutti gli sforzi cooperare, effettuare ricerche e sperimentazioni a livello locale, regionale, nazionale e internazionale. Così come la creazione immediata di una commissione che rappresenti tutti gli attori principali, rappresentanti politici europei, nazionali, regionali, e locali ricercatori e tecnici, imprese, gestori, associazioni, etc. E’ fondamentale destinare risorse economiche sufficienti per la ricerca, eradicazione, controllo, formazione, informazione, contenimento del danno, etc. in quanto tutte le azioni individuali o applicate localmente non hanno dato risultati positivi significativi.

10) Bisogna informare e diffondere alla popolazione con ogni mezzo, con la massima rapidità possibile e fino all’auspicabile normalizzazione della situazione, tutto quanto oggi conosciuto, sui rischi, sulle azioni svolte e da svolgere e sui risultati che si vanno ottenendo. Si deve inoltre consigliare di piantare palme a partire dai semi.

 

La situazione riproduce con straordinaria similitudine il caso della formica argentina(Iridomyrmex humilis Mayr.), verificatosi in Europa al principio del secolo scorso, con le devastazioni e le conseguenze che tutti conosciamo.

Le indicazioni fornite hanno come obiettivo la salvaguardia e la conservazione delle palme, dei  paesaggi e della sua cultura in tutt’Europa. Per questo ne proponiamo la diffusione a tutti gli organi d’informazione, affinché tecnici, amministratori e cittadini ne vengano a conoscenza ed operino tutti per la salvaguardia del grande patrimonio di palme ancora presente. I prossimi anni saranno decisivi per cui è necessario mantenere attiva l’informazione ed operare intensamente.

Sanremo, Giugno 2008.

(Aggiornatamento del 11 Maggio 2014 presso il Giardino Botanico di Valencia dall’ Assemblea EUNOPS XIV)

Claudio Litardi, Italia

Robert Bigel, Francia.

José Plumed, España.

Bernabé Moya, España.

 

ALLEGATI :

Dichiarazione Definitiva Inglish version.pdf

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