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III° Biennale Europea delle Palme

I predatori delle palme
Sanremo 4/6 dicembre 2003

 

Studiosi ed esperti si sono riuniti a Sanremo per la III Biennale Europea delle Palme, un appuntamento di grande interesse e attualità scientifica.

 

Nel dicembre 2003 i riflettori si sono accesi sui predatori delle palme e strategie di difesa.

Dies Palmarum, la Biennale delle Palme organizzata dal Comune di Sanremo e dal Centro Studi e Ricerche per le Palme, ha visto ancora una volta riunirsi nella città dei Fiori i massimi esperti di palme, ricercatori, tecnici e  giardinieri, accanto agli immancabili appassionati.

Quello dei parassiti animali predatori delle palme è in questi anni di globalizzazione degli scambi commerciali un argomento di grande attualità per giardinieri e vivaisti di tutta l’area mediterranea, che devono fare fronte agli effetti dell’ “invasione” di insetti provenienti da altre nazioni e continenti, spesso senza conoscerne caratteristiche e tecniche di contenimento.

I lavori sono stati aperti da Piergiorgio Campodonico, Curatore dei Giardini Botanici Hanbury di Ventimiglia. Al suo intervento è seguito quello di John Dransfield dei Royal Botanic Gardens di Kew. Ritenuto uno dei massimi esperti di palme a livello mondiale, lo studioso inglese ha approfondito la relazione esistente tra gli insetti e le palme “ospitatici”, non necessariamente in chiave parassitaria. La sua presentazione ha ampliato e sviluppato i risultati di un precedente lavoro curato del grande palmologo italiano Odoardo Beccari, frutto di un viaggio di studi naturalistici nella foresta della Malesia.

Di alto livello scientifico è stata anche la partecipazione statunitense, che ha visto relatori personaggi del calibro di Forrest W.Howard dell’University of Florida IFAST, Fort Lauderdale Reserch & Education Center e di Scott Zona, Palm Biologist presso il Fairchild Tropical Garden di Miami.  

Tra gli argomenti toccati, tutti di grande interesse come ha confermato la presenza di un folto pubblico, particolare curiosità ha suscitato l’indagine sulle diverse e talvolta complesse strategie messe in atto nel corso dell’evoluzione dalle palme per difendersi dagli attacchi esterni o per attirare gli ospiti “alleati”.

Nutrita la presenza francese e spagnola che ha rivolto, come prevedibile, la massima attenzione verso la Paysandisia archon, presto divenuta la “star” del convegno.

Questa graziosa quanto fatale farfalla del Sud America è stata segnalata dapprima in Costa Azzurra e ultimamente in Spagna. Vi sono fondati motivi per ritenere che sia  giunta sulle nostra coste attraverso un’ incauta importazione di palme infestate. Questo predatore oggi minaccia di diventare un autentico flagello per le palme dei nostri giardini: il suo comportamento è infatti quello di un colonizzatore e sino ad ora non sembra aver trovato antagonisti naturali che ne impediscano la diffusione incontrollata.

Victor Sarto y Monteis del Dipartimento di Entomologia dell’Università di Barcellona ha aggiornato i presenti sullo stato della ricerca biologica su questo parassita e sull’efficacia delle tecniche di lotta fino ad oggi sperimentate. I risultati non sono incoraggianti, ma si nutre una forte aspettativa verso le potenzialità offerte della lotta biologica, che sembra confermarsi come l’unica strada percorribile, anche in considerazione del maggiore rispetto ambientale che comporta.

Un importante contributo al convegno è stato portato dal Marocco. Mohammed Baaziz del Laboratoire de Biochimie et Amelioration des Plantes dell’Università di Marrakech ha presentato una ricerca d’avanguardia sui geni resistenti agli attacchi patogeni delle palme Phoenix dactylifera. Non è un caso che proprio in Marocco si sviluppino gli studi più sofisticati sull’analisi del genoma delle piante: per questa nazione le palme sono un elemento fondamentale per la sopravvivenza del sistema oasi, da cui dipende la vita di milioni di persone, con tutti i risvolti sociali ed economici che ne derivano.

Significativa è stata poi la partecipazione francese. Entusiasmante per i suoi contenuti innovativi è stato l’intervento della ricercatrice Marie Charlotte Anstett del Centre National de la Recherche scientifique de Montpellier. E’ stato sorprendente per buona parte dei presenti apprendere che l’impollinazione della Chamaerops humilis, la nostra palma di San Pietro, è assicurata da un parassita impollinatore. Sorpresa destinata ad aumentare alla rivelazione che l’attrazione dell’agente impollinatore non è affidata in questo caso ai fiori, ma ad un’azione chimica esercitata dalla foglia della palma stessa. Interessantissimo anche l’intervento di Sylvain Piry dell’Institut National de la Recherche Agronomique de Montpellier dal titolo “Espèces françaises des charançons des palmiers”.

Di grande contenuto sono stati gli interventi della rappresentanza scientifica italiana. Adalgisa Guglielmino dell’Università degli Studi della Tuscia ha presentato lo stato delle conoscenze su un parassita particolarmente diffuso nei giardini del Sud Italia, l’Omatissus binotatus.

Brillante e seguito con particolare attenzione è stato l’intervento di Manlio Speciale del Dipartimento di Scienze Botaniche dell’Università di Palermo, che ha presentato una ricerca rivolta all’ individuazione delle principali alterazioni delle palme nel contesto urbano cittadino.

Susi Gomez e Michel Ferry della Stazione Phoenix di Elche, prestigioso santuario spagnolo per lo studio delle palme, hanno presentato un aggiornamento sullo stato delle ricerche e degli interventi già praticati utilizzando la lotta biologica, una tecnica che necessita senza dubbio un lungo e paziente lavoro di selezione dei nemici naturali dei parassiti, ma garantisce risultati duraturi nel tempo e rispettosi della salute e dell’ambiente.

I ricercatori Aziz Akkak, Valentina Scariot e Roberto Botta del Dipartimento di Colture Arboree dell’Università degli Studi di Torino hanno presentato i risultato di un lavoro svolto in collaborazione con il Centro Studi e Ricerche per le palme di Sanremo mirato allo sviluppo di marcatori molecolari universali tipo microsatellite per il genere Phoenix. Questo permetterà di poter individuare e riconoscere, senza ombra di dubbio, l’appartenenza delle palme Phoenix alle varie specie. L’impiego in capo vivaistico potrebbe  avere notevoli sviluppi.

Brillante l’intervento di Francesco Ferrini del Dipartimento di Produzione Vegetale dell’Università di Milano che ha illustrato i primi contributi sullo studio di una struttura modellizabile del fusto delle palme.

Accattivante il poster presentato da Federica Larcher del Dipartimento di Colture Arboree dell’Università degli Studi di Torino sull’introduzione nel Ponente ligure delle palme e sui loro usi tradizionali.

Non poteva mancare un intervento - seguito da un dibattito - sullo spinoso argomento delle normative che regolano la commercializzazione delle piante in ambito comunitario. Giovanni Vetrone e Filippo Micillo del Corpo Forestale dello Stato di Imperia (CITES) hanno illustrato luci ed ombre della Convenzione di Washington e del commercio internazionale delle piante.

I Dies Palmarum sono stati l’occasione per presentare l’atteso volume “La Potatura delle palme - biologia, ecologia e gestione”. Si tratta a detta di tutti i convenuti di un’opera di grande interesse per gli addetti ai lavori, di facile consultazione, linguaggio scorrevole e particolare cura grafica, con oltre 350 foto e immagini che lo rendono un manuale unico nel suo genere.

La III Biennale delle Palme ha avuto come nelle precedenti edizioni un momento di grande prestigio come la nomina dei Cavalieri delle palme. La città di Sanremo riconosce in questo modo un particolare apprezzamento verso chi si è distinto nello studio di queste magnifiche piante. Tra applausi e parole di grande stima, il Vicesindaco della Città di Sanremo ha assegnato l’ambito riconoscimento ai tre designati per l’edizione 2004. Hanno ricevuto la spilla d’oro e l’iscrizione nel Libro di Cavalieri Dorin Gérard, presidente dell’Associazione Fous de Palmiers, per il grande lavoro e amore che da anni dedica alle palme, Mohammed Baaziz per il contributo che con la sua attività di ricercatore dedica per la tutela salvaguardia e sopravvivenza delle palme delle oasi del Magreb, e a José Antonio Del Canizo Perate, grande studioso di palme e direttore del prestigioso giardino Botanico di Malaga La Conception.

 

Claudio Littardi 

ALLEGATI :

Atti convegno DEF.pdf
I predatori delle Palme - Atti Dies Palmarum 2003.copertina.pdf