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Potatura

TECNICHE DI POTATURA ADATTE ALLE PALME

1 – Le ragioni delle operazioni di potatura

Biologicamente parlando è meglio non potare le palme poiché le foglie secche, oltre ad altri benefici, procurano loro una miglior protezione contro il freddo, contro i venti violenti, il salino ecc., inoltre è un apporto naturale di sostanza organica.
Comunque per ragioni di sicurezza, di adattamento al luogo di sistemazione della pianta, e per fini estetici e colturali ecc., un minimo di manutenzione è necessario. E’ possibile rendere compatibili le necessità biologiche e umane in modo da ottenere un patrimonio ornamentale di qualità; è necessario solo che gli interventi tecnici e i materiali utilizzati rispettino al massimo le caratteristiche biologiche particolari di questo gruppo di vegetali.  
E’ necessario in particolare limitare l’utilizzo di ramponi per salire sulla pianta e lasciare foglie vive il più possibile anche in funzione della zona di impianto e delle caratteristiche ornamentali stabilite.
Il tipo di potatura varia in funzione della specie, del luogo di impianto, della crescita, delle caratteristiche colturali ecc.

1.1    Le palme più comunemente potate: Tarchycarpus fortunei, Phoenix dactylifera, Washingtonia robusta, Washingtonia filifera, Butia.

1.2    Le tecniche colturali.

La potatura influisce sulla qualità e il valore estetico delle palme e dipende molto dal concetto estetico di chi gestisce ed esegue i lavori.

•    Potature di manutenzione semplice il cui fine è di evitare la caduta delle foglie secche oppure semplicemente eliminare la loro presenza  In realtà, spesso, vengono tolti i 2/3 delle foglie e la maggior parte delle fruttificazioni al fine di limitare il numero di interventi e di conseguenza i costi di manutenzione.
•    Le potature che conservano la forma tondeggiante della chioma, come riscontriamo da Marsiglia a Antibes, hanno forme che variano secondo le abitudini delle imprese o dei servizi tecnici. Queste forme permettono di mantenere una certa protezione contro il freddo a condizione che non si tolgano troppe foglie verdi.
•    Le potature a corona o “margherite” e simili che riscontriamo principalmente nella regione di Nizza, sono forme particolarmente elaborate e sono riservate a luoghi protetti dalle aggressioni invernali. Sono potature dettate da usi locali molto raffinati e possono anche indebolire molto la pianta sino alla morte in caso di freddi intensi, come si sono verificati qualche anno fa.

Le potature che determinano una forma alla chioma sono sempre accompagnate dalla sistematica pulizia dello stipite.

2    – I periodi di potatura:

In riferimento alle epoche di intervento, la miglior cosa è di evitare, in funzione della resistenza specifica di ogni specie, il periodo di rischio maggiore per il gelo. Sicuramente alcune palme non dovranno essere potate se vogliamo garantire la loro sopravvivenza.
La frequenza e le epoche di intervento devono assolutamente tener conto delle caratteristiche delle specie nei problemi di gestione. Una potatura eseguita in un periodo sbagliato, soprattutto freddo e umido, può provocare un attacco parassitario grave (marcescenza rosa) che si unirà ai danni climatici classici. Quindi si raccomanda una potatura nel periodo estivo.

3    – Tecniche di potatura

La potatura delle palme adulte è uno dei compiti più pericolosi, duri e difficili che può eseguire un potatore professionista. Le difficoltà sono l’accesso, i tempi di esecuzione, la posizione, il materiale di risulta ecc.

Modalità di esecuzione:

Una potatura ben eseguita deve:

•    mantenere la protezione dell’apice vegetativo
•    permettere la massima utilizzazione delle riserve delle foglie
•    sostenere meccanicamente le prime foglie
•    eliminare le infiorescenze ed infruttescenze sulla maggior parte delle specie
•    evitare di ferire stipite e foglie
•    disinfettare gli attrezzi da taglio tra una palma e l’altra.

Frequenza degli interventi:

Ogni due o tre anni.

Partendo da questi elementi tutte le forme sono ammesse, tenendo conto delle particolarità dei differenti climi, utilizzando il miglior attrezzo.

Attrezzi da taglio

Roncole, asce, cesoie, seghe, motoseghe: quali di questi attrezzi non ha subìto modifiche non regolamentari per essere più adatta alla potatura delle palme?

Materiale di sicurezza

Arnesi da potatura, corde con anima d’acciaio, casco equipaggiato di occhiali, cuffie antirumore.

Materiale di risalita

Il materiale per la risalita comprende la scala e la piattaforma per le zone più accessibili, ma sono limitate in altezza. I ramponi, la cui fabbricazione è sovente artigianale, sono di utilizzazione  veloce ma faticosi e non molto sicuri.
Una ferita sul tronco è irreparabile in ragione della fisiologia stessa della palma (assenza di cambio), quindi l’uso ripetuto di punte degrada la parte esterna e ornamentale dello stipite. Queste ferite possono servire da porta di ingresso ad agenti patogeni.
Attualmente qualche comune e amministrazione tenta di limitare l’utilizzo di questi attrezzi. E’ il caso di Mentone, Nizza e delle Antille.
Oltre alle vecchie cinghie in corda, i soli attrezzi in grado di permettere l’accesso alle zone d’intervento senza provocare danni e con più sicurezza sono l’”Ecureuil” (sciattolo) degli stabilimenti Komet e la “Selle grimpante ” (sella arrampicante) d’Elmethern.

Le “biciclette” presentano una sicurezza massima. Sono comode, molto meno rapide che i ramponi, ma non feriscono gli stipiti.

Le staffe sono indispensabili per le palme inclinate.

(Nelle foto un esempio di corretta potatura di una Phoenix canariensis e la tecnica di risalita con bicicletta).

Roland VIDAL
Rensponsable des formations “taille et soins aux arbres” au CFPF Formateur spécialisé dans la biologie et la taille des arbres.

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